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boroli-achilleTiene il mondo sulla sua scrivania Achille Boroli, nel luminoso studio all’ultimo piano di via Giovanni da Verrazzano: è un’edizione del Grande Atlante Geografico con cui ha rappresentato nei colori delle carte, come nessun altro editore a livello internazionale, la terra che guarda, ormai anziano, fuori da quelle finestre. Soprattutto quando in primavera le risaie riflettono il cielo assomigliando al mare tanto amato. è il 2001 e si celebra il centenario dell’azienda: entrato oltre 60 prima, nel 1936, assunto due anni dopo, venticinquenne, matricola 137, è subito decisivo nel dopoguerra nel braccio di ferro per la proprietà, quando nello stabilimento, ancora in viale Roma, fa arrivare una rotativa a rotocalco Albert a tre colori. Da lì Achille e il fratello Adolfo diventano i nuovi prìncipi di un’editoria che punta su atlanti e divulgazione illustrata, tappezzando di carte geografiche le aule delle scuole. Il successo è tecnico, col passaggio dalla pietra alla pellicola, e commerciale, promuovendo la rivoluzione in edicola delle enciclopedie a fascicoli nell’idea del grande Arnoldo Mondadori: «non è il lettore che va alla ricerca del libro ma il libro alla ricerca del lettore». Achille, da appassionato di barche, è un grande timoniere in un mare di libri e inventa uno straordinario meccanismo a orologeria per produrre ogni settimana 32 pagine su «usi e costumi di tutti i Paesi del mondo» che, raccolte, formano 15 volumi di 10mila pagine e 16mila immagini. Ma i numeri che contano sono quelli delle vendite: 120mila copie al lancio. è il Milione e siamo nel 1959: un pezzo di storia. E quando negli anni ’80 il più autorevole agente letterario, Eric Linder, dichiara al Sole 24 Ore che «dopo Mondadori e Rizzoli il terzo grande dell’editoria è De Agostini» chi si stupisce non conosce il segreto dei Boroli: uno stile di famiglia fatto di riserbo e di moderazione. Fino a quel momento il «signor De Agostini» non ha mai battuto la grancassa, anche in occasione di successi assoluti nel segno del «Mondo in tasca», lo slogan del Calendario Atlante, vero evergreen. Un libro sui loro 100 anni di editoria ricostruisce quest’avventura che ha portato il nome di Novara nel mondo e che ora è cambiata, passando dall’inchiostro alla rete e all’intrattenimento, credendo meno nell’editoria pura. Quella digitale di oggi non è più la stessa di Achille (sua una fondazione per sostenere innovazione e giovani) ma ha lo stesso obiettivo delle prime carte geografiche: scoprire il mondo, il futuro. L’anziano patriarca l’ha ancora guardato, negli ultimi anni, dalle finestre del buen retiro in Costa Azzurra, fissando il mare sempre amato. Lì ha visto specchiarsi il cielo con un colore che neppure la migliore rotativa ha mai potuto stampare: per questo, nella sua novantasettesima primavera, ha scelto il colore di quel mare e di quel cielo per l’ultimo viaggio.

 

Roberto Cicala

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