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cop_Rodari Libri fantasia«Ho ricevuto i calzoni lunghi: se ha dei nemici, disponga di me» scrive scherzosamente Gianni Rodari 50 anni fa a Giulio Einaudi, che pubblicando Filastrocche in cielo e in terra promuove l’autore per ragazzi accanto a Calvino. Dieci anni dopo lo consacra con le Favole al telefono nella nuova collana degli “Struzzi” con copertina di Munari: «a 600 lire, anche i fumatori di trinciato forte potranno ora comprare le mie favole. Il coraggio di infilare il mio nome tra Lee Masters e Brecht io non l’avrei mai avuto». Sono tra I libri della fantasia raccolti in edizione da classico con nota di Pino Boero (sua la guida allo scrittore: Una storia, tante storie) e con i disegni munariani: piccoli tratti di grande fantasia. È così che Einaudi Ragazzi, acquisiti tutti i diritti dello scrittore morto trent’anni fa, ha avviato il rilancio del “favoloso Gianni” con un’operazione degna d’attenzione. Eccola: va bene Munari, che non invecchia mai, ma la sigla per ragazzi diretta da Orietta Fatucci, nell’idea rodariana che «la fiaba è il luogo di tutte le ipotesi», sceglie un’attualizzazione del paratesto dei vari racconti. Lo fa non soltanto con nuovi artisti (come Altan, oltre a Giulia Orecchia, Nicoletta Costa, Valeria Petrone e altri che illustrano una seconda grande raccolta intitolata Le storie della fantasia). Lo attua anche con cambi di formato, addirittura trasformando le varie paginette delle favole al telefono in singole opere a sé: dunque per ogni storia altrettanti albi di grande formato (tra gli ultimi  La strada che non andava in nessun posto con disegni di Fulvio Testa): quasi uno spin off in piena regola, con al centro la forza della parola, come in C’era due volte il barone Lamberto, ironica testimonianza del sentimento di morte che Gianni Rodari, ormai malato, cerca di esorcizzare proprio in quel suo ultimo romanzo. Qui la parola (il nome del protagonista) pronunciata di continuo non fa più morire: metafora della stessa letteratura e dell’esistenza che rifugge dall’omologazione. E la forza umana e sociale della scrittura è in effetti il segreto delle parole di Rodari, che invita i suoi piccoli (e grandi) lettori a «mai lasciarsi spaventare dalla parola “fine”».

Roberto Cicala, in “Stilos”, dicembre 2010

Gianni Rodari, I libri della fantasia, disegni di Bruno Munari; Le storie della fantasia, vari illustratori, Einaudi Ragazzi, pp. 864 e 704, euro 24 cad.

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