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cop_bestiario bibliofilo Lab lib2Uno struzzo che non ha mai messo la testa sotto la sabbia» disse una volta Norberto Bobbio a proposito del simbolo dell’Einaudi che ha 75 anni di vita sebbene risalga al Rinascimento (lo disegnò Paolo Giovio) compreso il motto «Spiritus durissima coquit»: lo spirito digerisce le cose più dure; anche le recenti bordate dell’ex grande capo di Mondadori Gian Arturo Ferrari sulla nota megalomania di sinistra del fondatore, il divo Giulio. Ma se si vogliono conoscere gli istinti animali dell’editoria è meglio partire dalle marche tipografiche di Antico Regime, come ha fatto con incursioni odierne e certosina passione, allestendo un curioso Bestiario bibliofilo, Hans Tuzzi. Così si firma, prendendo a prestito il nome di un personaggio dell’Uomo senza qualità di Musil, il bibliofilo Adriano Bon, si presume anche appassionato di cani se di recente ha scritto Gli occhi di rubino. Di cani, di libri, di cani nei libri, sempre per i tipi di Sylvestre Bonnard.
Dall’età degli incunaboli al Novecento alcuni animali hanno vegliato sui libri: come la civetta di tanti editori tedeschi e di Guanda o come il delfino, avviluppato intorno a un’ancora, emblema del più celebre stampatore antico dopo Gutenberg, il veneziano Aldo Manuzio, che scelse il logo ispirato a una moneta regalatagli da Pietro Bembo, suo autore, consigliere e correttore di bozze. E come non ricordare la medusa disegnata da Bruno Angoletta per la narrativa straniera incorniciata in verde da Mondadori su cui si formò più di una generazione prima e dopo la guerra, con un richiamo grafico alla Penguin, la casa dei pinguini in formato tascabile più famosi del mondo. Oggi le librerie sono piccoli zoo di carta tra Castoro, “Gl’istrici” di Salani, leoni, rane e pulcini-elefante artigianali. Dall’agnello alla volpe i più antichi sono stati raccolti nell’arca di Noè rappresentata da questo manuale editoriale di zoologia (quasi) fantastica, secondo un’idea che Roberto Palazzi aveva lanciato anni fa aggiungendo, tra il divertito e lo sconsolato: «c’è sempre tempo per le edizioni dell’ameba».

Roberto Cicala, in “Stilos”, marzo 2010

 Hans Tuzzi, Bestiario bibliofilo, Sylvestre Bonnard, pp. 192, euro 20.

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